Anche il settore turistico entra ufficialmente nella fase della misurazione ESG. Il World Travel & Tourism Council (WTTC) – in collaborazione con Greenview – ha presentato il primo Global ESG Tracker dedicato al mondo dei viaggi. Uno strumento gratuito, pensato per raccogliere, analizzare e confrontare dati su parametri ambientali, sociali e di governance, con l’obiettivo di portare maggiore trasparenza e responsabilità in una delle industrie più globalizzate al mondo.
Il lancio arriva in un momento strategico, mentre normative europee come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) iniziano a imporre nuovi standard di rendicontazione anche alle imprese del turismo. Il comparto, che incide per oltre il 10% sul PIL globale, si è finora mosso in ordine sparso sul fronte della sostenibilità, spesso limitandosi a iniziative spot o a comunicazioni poco verificabili. Questo nuovo tracker si propone di cambiare le regole del gioco, offrendo dati concreti e confrontabili, su cui costruire strategie sostenibili credibili e misurabili.
I primi numeri raccolti rivelano una progressiva attenzione da parte degli operatori verso indicatori chiave come emissioni di CO₂, consumo energetico, gestione dei rifiuti, impatto sociale e inclusione. Un segnale positivo, che mostra la volontà di superare la logica del greenwashing per abbracciare una cultura aziendale fondata su dati e metriche reali.
Questo strumento non rappresenta solo un’opportunità operativa, ma anche un messaggio politico e culturale: la sostenibilità non è più un’opzione per il turismo, è un requisito competitivo. Chi saprà integrare efficacemente i criteri ESG nei propri processi non solo risponderà alle richieste normative, ma sarà anche più attrattivo per investitori, stakeholder e nuovi segmenti di clientela sensibili a questi temi.
Il Global ESG Tracker è un punto di partenza fondamentale: uno strumento concreto per un settore che, per continuare a crescere, dovrà saper dimostrare – numeri alla mano – che innovazione e responsabilità possono procedere insieme. Chi non lo farà rischia di restare indietro, tagliato fuori da un’economia che premia sempre più la trasparenza e la coerenza tra obiettivi dichiarati e risultati misurabili.