Dal 1° luglio 2025, la tassonomia verde europea amplia il perimetro delle attività economiche considerate “sostenibili” secondo il Regolamento (UE) 2020/852, con l’inclusione formale di nuovi settori chiave come manifattura, trasporti, edilizia e tecnologie a basse emissioni.
Il nuovo atto delegato, pubblicato in Gazzetta Ufficiale UE il 14 giugno 2025, rappresenta un’estensione significativa del framework europeo per la finanza sostenibile. Dopo una lunga fase di consultazioni tecniche e confronti tra Stati membri, la Commissione ha definito nuovi criteri tecnici di vaglio ambientale (technical screening criteria) per attività che fino ad ora erano rimaste ai margini del sistema.
L’obiettivo resta invariato: indirizzare i flussi di capitale privato verso investimenti coerenti con gli obiettivi climatici del Green Deal europeo, in particolare la neutralità climatica al 2050.
Cosa cambia, in concreto
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Manifattura: vengono ora riconosciuti come “verdi” alcuni processi produttivi a ridotte emissioni, inclusi acciaio a idrogeno, alluminio riciclato, semiconduttori ad alta efficienza energetica, batterie a lunga durata.
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Trasporti: oltre alla mobilità elettrica, entrano nella tassonomia anche infrastrutture per carburanti alternativi, logistica ferroviaria e marittima a basse emissioni.
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Costruzioni: sono ammesse nuove categorie di edifici a energia quasi zero (nZEB), ristrutturazioni profonde e uso di materiali circolari.
- Tecnologie di transizione: l’inclusione delle pompe di calore industriali, dei sistemi CCS (carbon capture and storage) e dei data center efficienti segna un passaggio cruciale nel riconoscimento delle tecnologie abilitanti.
Qui il testo completo dell’atto delegato – EUR-Lex (giugno 2025)
Questa revisione amplia le possibilità di ottenere una classificazione “green” per progetti che prima restavano fuori dallo scope tassonomico, con effetti diretti sulla disclosure prevista dal Regolamento SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation) e sulla rendicontazione CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive).
Per le imprese, si apre un’opportunità concreta di accedere a capitali agevolati, fondi UE e strumenti di blended finance, a condizione di dimostrare la conformità ai criteri tecnici. Ma aumenta anche il livello di complessità: ogni attività deve superare un vaglio dettagliato che comprende:
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significato contributo a uno dei sei obiettivi ambientali UE,
- assenza di danno significativo (Do No Significant Harm) agli altri obiettivi,
- rispetto delle minimum safeguards in ambito sociale e di governance.
Secondo ESG Today, la tassonomia verde sarà sempre di più uno strumento centrale per orientare l’allocazione di capitali pubblici e privati, un criterio di accesso a bandi, agevolazioni, fondi ESG, strumenti di debito green e mandati di investimento.