Sostenibilità, l’83% dei dirigenti ha aumentato gli investimenti ESG nel 2025

Sostenibilità, l’83% dei dirigenti ha aumentato gli investimenti ESG nel 2025

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Nonostante il 2025 sia stato un anno difficile per la sostenibilità, segnato da pressioni politiche, tensioni geopolitiche e una narrativa sempre più scettica su alcuni temi ESG, per la maggior parte dei top manager a livello globale – la cosiddetta C-Suite – la sostenibilità resta una priorità strategica, al pari dell’adozione tecnologica e dell’intelligenza artificiale. Secondo i risultati del 2025 C-suite Sustainability Report realizzato da Deloitte Global e basato su oltre duemila dirigenti intervistati in 27 Paesi, ben l’83% delle aziende ha aumentato gli investimenti nei temi ESG nell’ultimo anno, dimostrando un impegno concreto nonostante la pressione in calo da parte di stakeholder e regolatori. Un dato che smonta il racconto di chi vorrebbe dipingere la sostenibilità come una moda passeggera o un tema ormai in declino.

Il dato più interessante, però, riguarda il cambio di prospettiva: il concetto stesso di sostenibilità è maturato nelle boardroom di tutto il mondo. Non si parla più soltanto di responsabilità sociale o di obbligo normativo, ma di creazione di valore tangibile e misurabile. I dirigenti osservano sempre più benefici concreti derivanti dalle iniziative ESG: crescita dei ricavi, rafforzamento della reputazione aziendale, conformità anticipata rispetto alle normative emergenti e, non da ultimo, riduzione dei costi operativi. Più del 90% delle aziende intervistate non registra alcun impatto negativo su fatturato, costi o resilienza a causa delle proprie iniziative sostenibili. Anzi, la sostenibilità viene ormai percepita come un vero e proprio volano per la competitività a lungo termine, capace di attrarre investitori, talenti e nuovi clienti.

Un altro segnale forte emerge dalla relazione sempre più stretta tra sostenibilità e innovazione tecnologica. Il 70% dei dirigenti intervistati ritiene che investire in AI e digitalizzazione favorisca concretamente le azioni di sostenibilità, mentre l’81% utilizza già oggi l’intelligenza artificiale per monitorare le emissioni, migliorare il reporting ESG, mitigare i rischi aziendali o sviluppare nuovi prodotti e servizi responsabili. Solo una minoranza di manager vede nelle sfide tecnologiche o nel contesto normativo degli ostacoli insormontabili ai piani ESG; in realtà, sempre più spesso le spinte innovative e digitali si accompagnano a un rafforzamento degli impegni ambientali e sociali, in una logica di mutuo sostegno.

La sostenibilità si conferma centrale nell’agenda del management globale, con risultati concreti e benefici percepiti ben superiori ai timori e alle resistenze ancora presenti in alcuni settori.

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