Mortalità da caldo estremo in Europa: le prime stime EuroMomo indicano oltre 32mila decessi tra giugno e agosto

Mortalità da caldo estremo in Europa: le prime stime EuroMomo indicano oltre 32mila decessi tra giugno e agosto

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Le rilevazioni relative alla mortalità in eccesso registrata in Europa tra la metà di giugno e la metà di agosto 2026 indicano un bilancio superiore a 32mila decessi attribuibili alle ondate di calore che hanno interessato il continente. Il dato emerge dalle elaborazioni, ancora provvisorie, della Piattaforma europea di vigilanza sulla sovramortalità (EuroMomo). Si tratta di una stima da considerarsi al ribasso, per due ordini di ragioni: da un lato non include la prima ondata di calore che aveva colpito la porzione occidentale del continente già a fine maggio, dall’altro il modello statistico di riferimento copre soltanto 23 Stati membri, con l’esclusione di una parte rilevante dell’Europa orientale.

Un’analisi condotta dall’agenzia Afp su un campione di otto Paesi, Germania, Francia, Belgio, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria e Portogallo, includendo anche il mese di maggio, restituisce un dato di mortalità in eccesso ancora più elevato, pari ad almeno 33mila unità rispetto alla media storica del periodo di riferimento. La fase di massima criticità è coincisa con l’ultima settimana di giugno, durante la quale si sono registrati circa 16mila decessi in eccesso in soli sette giorni, seguita dalla prima settimana di luglio, con ulteriori 8mila casi.

Tra i Paesi analizzati, la Germania, la nazione più popolosa dell’Unione con 82 milioni di abitanti, presenta il bilancio più severo: secondo i dati del Robert Koch Institute, i decessi correlati al caldo nel corso della stagione estiva sono stati circa 14mila, un valore che supera il precedente massimo storico registrato nel 2018. Segue la Francia, con 7.300 decessirilevati tra il mese di maggio e il 22 luglio, dato peraltro parziale poiché non tiene ancora conto del mese di agosto, nel corso del quale il Paese è stato interessato da un’ulteriore e prolungata ondata di calore.

Bilanci significativi emergono anche da altri Stati membri. In Spagna, secondo le elaborazioni dell’Afp, i decessi attribuibili alle temperature estreme registrati tra il 1° giugno e il 19 agosto ammontano a circa 4.500; l’agenzia meteorologica nazionale Aemet ha inoltre confermato che il mese di luglio è stato il più caldo mai registrato nella serie storica del Paese, a pari merito con il luglio 2022. Nel Regno Unito, pur collocato a latitudini settentrionali, l’Agenzia per la sicurezza sanitaria (UKHSA) ha stimato 2.877 decessi in eccesso nel solo periodo maggio-giugno, precisando che il bilancio complessivo della stagione estiva potrebbe risultare “sensibilmente più elevato” una volta incluso il periodo centrale dell’estate.

Dati significativi provengono inoltre da Belgio, Paesi Bassi, Austria e Portogallo. L’istituto belga Sciensano ha quantificato in 2.570 unità i decessi attribuibili al caldo estremo fino al 17 luglio, con un aggiornamento relativo all’intera stagione atteso nel mese di settembre. Nei Paesi Bassi le rilevazioni parziali, aggiornate al 5 luglio, indicano circa mille decessi, mentre Austria e Portogallo riportano rispettivamente 400 e 600 casi, su periodi di osservazione ancora limitati.

Per quanto riguarda l’Italia, non è a oggi disponibile un bilancio ufficiale consolidato. Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, sulla base di dati forniti dal Ministero della Salute, si è registrato un incremento dell’8% della mortalità nella fascia di popolazione over 85, il segmento demografico maggiormente vulnerabile agli effetti delle temperature estreme.

Il quadro complessivo, seppur ancora incompleto, conferma una tendenza che si consolida progressivamente di anno in anno: le ondate di calore rappresentano oggi, a livello europeo, una delle principali determinanti di mortalità in eccesso associate al cambiamento climatico, con un impatto che colpisce in modo particolarmente marcato la popolazione anziana e che pone crescenti sfide di capacità e resilienza ai sistemi sanitari nazionali, chiamati a fronteggiare fenomeni sempre più frequenti, prolungati e intensi.

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