ESRS, pubblicati in Gazzetta ufficiale i nuovi standard di rendicontazione: entrata in vigore il 10 novembre

ESRS, pubblicati in Gazzetta ufficiale i nuovi standard di rendicontazione: entrata in vigore il 10 novembre

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La revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) diventa ufficiale. Il Regolamento delegato (UE) 2026/1563, adottato dalla Commissione europea il 3 luglio, è stato pubblicato il 21 settembre 2026 nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Il provvedimento sostituisce gli attuali standard di rendicontazione della sostenibilità con una versione semplificata, nell’ambito del percorso di revisione avviato con l’Omnibus I.

La principale novità riguarda la quantità di informazioni richieste alle imprese: i datapoint obbligatori vengono ridotti di oltre il 60%, mentre la riduzione complessiva dei datapoint supera il 70%. Secondo la Commissione, le modifiche dovrebbero contribuire a ridurre di oltre il 30% i costi di rendicontazione per ciascuna impresa. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale completa così il percorso avviato a luglio, quando Bruxelles aveva adottato la versione definitiva degli ESRS rivisti insieme al nuovo standard volontario di rendicontazione per le imprese escluse dall’obbligo della CSRD.

Tempistiche di applicazione

Il nuovo regolamento entrerà in vigore il 10 novembre 2026, ma la sua applicazione è fissata agli esercizi finanziari che iniziano il 1° gennaio 2027 o successivamente. Per le imprese soggette alla rendicontazione, i nuovi standard saranno quindi applicati agli esercizi 2027 e troveranno normalmente spazio nei report pubblicati nel 2028.

Per il 2026 è prevista una disciplina transitoria: per gli esercizi iniziati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, le imprese interessate potranno scegliere tra gli ESRS attualmente in vigore e la nuova versione semplificata, oppure continuare ad applicare gli standard precedenti beneficiando comunque di alcune delle nuove semplificazioni. La scelta dovrà essere resa esplicita nella dichiarazione di sostenibilità relativa all’esercizio 2026, indicando quale versione è stata utilizzata: non si tratta dunque di un’applicazione anticipata automatica, ma di una facoltà concessa alle imprese.

Le principali novità di contenuto

La revisione interviene sulla struttura stessa degli standard, con l’obiettivo di rendere la rendicontazione più proporzionata e concentrata sulle informazioni ritenute effettivamente rilevanti. Tra le direttrici indicate dalla Commissione figurano la riduzione del numero di datapoint, una maggiore priorità alle informazioni quantitative rispetto ai testi narrativi, una distinzione più netta tra informazioni obbligatorie e volontarie e istruzioni più chiare sull’applicazione del principio di materialità, oltre a una maggiore coerenza con la legislazione europea e con gli standard internazionali di rendicontazione.

La doppia materialità resta il pilastro del sistema: le imprese dovranno continuare a considerare sia gli impatti delle proprie attività su persone e ambiente, sia i rischi e le opportunità finanziariamente rilevanti legati alla sostenibilità, con maggiore flessibilità nelle modalità di individuazione e reporting delle informazioni. Rispetto al parere tecnico elaborato da EFRAG, la Commissione ha inoltre introdotto chiarimenti e semplificazioni su diversi ambiti: valutazione di materialità, presentazione delle informazioni, emissioni di gas serra, piani di transizione climatica, attività di asset management, incidenti relativi a diritti umani e discriminazione, e rapporto con gli obblighi di due diligence.

Una semplificazione specifica per gli asset manager

Tra gli elementi già evidenziati nella versione adottata a luglio figura una semplificazione dedicata ai gestori patrimoniali: chi amministra investimenti per conto dei clienti nell’ambito di un mandato fiduciario non sarà tenuto a includere nelle proprie informative i dati di sostenibilità relativi a tali investimenti, quando questi riguardano l’attività dei clienti e non quella del gestore, con l’obiettivo di evitare duplicazioni e richieste sproporzionate.

La revisione rafforza inoltre l’allineamento con gli standard internazionali, inclusi quelli dell’International Sustainability Standards Board (ISSB): tra le modifiche, la possibilità per le imprese di determinare il perimetro delle emissioni di gas serra secondo il criterio del controllo finanziario o del controllo operativo. Resta fermo il requisito di trasparenza sui piani di transizione climatica: quando un’impresa comunica obiettivi non allineati al percorso necessario per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, dovrà dichiararlo esplicitamente nelle proprie informative.

Il nuovo standard volontario per le imprese fuori dalla CSRD

Insieme agli ESRS rivisti è stato pubblicato, nella stessa Gazzetta ufficiale del 21 settembre, anche il Regolamento delegato (UE) 2026/1560, che istituisce lo standard di rendicontazione volontaria destinato alle imprese non soggette agli obblighi previsti dagli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva contabile. Lo standard si basa sul VSME elaborato da EFRAG, già recepito dalla Commissione con una raccomandazione del 2025, ma introduce modifiche per allinearlo agli ESRS rivisti e rafforzare la protezione delle imprese più piccole rispetto alle richieste informative lungo la catena del valore, con riferimento alle aziende fino a 1.000 dipendenti.

L’elemento centrale è il cosiddetto value chain cap: le imprese soggette alla CSRD non potranno richiedere ai partner della propria catena del valore che non superano la soglia dei 1.000 dipendenti informazioni di sostenibilità eccedenti quelle previste dallo standard volontario. Il limite si applicherà agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027, e lo standard potrà diventare un riferimento comune per le imprese che, pur non essendo più direttamente soggette alla CSRD, ricevono richieste ESG da grandi clienti, banche e altri operatori finanziari.

Il supporto operativo di EFRAG

La pubblicazione in Gazzetta ufficiale arriva dopo un passaggio rilevante sul piano operativo: a fine agosto EFRAG ha pubblicato la 2026 Draft List of ESRS Datapoints, il documento che raccoglie in un unico file le definizioni dei datapoint previsti dagli standard rivisti, sostituendo la precedente IG3 List of Datapoints del 2024. La lista traduce gli standard in una struttura più facilmente utilizzabile dalle imprese nella fase di raccolta e gestione dei dati, includendo collegamenti agli ESRS interattivi del Knowledge Hub di EFRAG e una mappatura rispetto agli standard adottati nel 2023, utile alle organizzazioni che avevano già costruito i propri sistemi di raccolta dati sulla base del quadro precedente.

Si tratta, per esplicita indicazione di EFRAG, di un documento ancora privo di valore normativo: la consultazione sulla metodologia utilizzata resterà aperta fino al 23 ottobre 2026, con la versione finale attesa entro la fine dell’anno. Parallelamente, EFRAG ha pubblicato anche la Draft XBRL Taxonomy for ESRS, la base tecnica per trasformare le informazioni di sostenibilità in dati strutturati e leggibili digitalmente, la cui consultazione resta aperta fino all’11 novembre 2026.

Il quadro complessivo

Con la pubblicazione dei due regolamenti, l’impianto delineato dalla revisione Omnibus diventa pienamente operativo anche sul piano degli standard di rendicontazione. Se l’Omnibus I era intervenuto anzitutto sul perimetro della CSRD e sugli obblighi applicabili alle imprese, la revisione degli ESRS agisce ora sul contenuto delle informazioni richieste a chi resta nel perimetro normativo, riducendo il numero dei datapoint e introducendo maggiore flessibilità nella loro applicazione.

Il passaggio successivo riguarderà l’adeguamento concreto dei sistemi aziendali: raccolta dei dati, responsabilità interne, processi di controllo, strumenti digitali e preparazione della dichiarazione di sostenibilità dovranno essere allineati alla nuova architettura degli standard. Per il 2026 resta una fase di transizione, con la possibilità di scegliere tra il vecchio e il nuovo impianto; dal 2027, gli ESRS rivisti diventano il riferimento per tutti gli esercizi soggetti alle nuove regole.

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