Il mondo degli investimenti ESG è in fermento, e il 2025 e il 2026 si annunciano come anni di svolta. Un recente contributo dell’Harvard Law School Forum on Corporate Governance ha messo in luce 10 priorità fondamentali che dovrebbero guidare le strategie di investitori e aziende. Analizziamole, tenendo presente l’evoluzione del settore e le crescenti aspettative degli stakeholder.
Un Panorama in Trasformazione
Si assiste a una crescente tendenza da parte degli investitori, soprattutto istituzionali, a considerare i criteri ESG come elementi discriminanti nelle loro decisioni di allocazione del capitale. Questo riflette una maggiore consapevolezza dei rischi e delle opportunità legati alla sostenibilità, nonché una crescente pressione da parte dell’opinione pubblica e dei regolatori.
USA: Trump porta incertezza, ma gli ESG restano vitali per le aziende.
La politica americana, con Trump che genera incertezze legate alla sostenibilità, ha avuto un impatto sugli investimenti ESG. Tuttavia, nonostante i cambiamenti politici, le aziende sono sempre più spinte da consumatori e investitori a rimanere fedeli ai principi ESG, visto che queste tematiche sono ormai centrali nelle loro strategie.
UE: Semplificazione normativa, ma con possibili cambiamenti sostanziali.
L’Unione Europea ha cercato di semplificare le normative ESG, ma potrebbe apportare modifiche che alterano l’equilibrio tra sostenibilità e competitività. Le aziende europee dovranno affrontare il dilemma di come adattarsi senza compromettere la loro posizione nel mercato globale.
Rendicontazione ESG: Obbligo di rendicontazione dal 2025 con il CSRD.
A partire dal 2025, le aziende saranno obbligate a rendicontare i propri progressi in ambito ESG attraverso il CSRD. Questa nuova regolamentazione impone alle imprese maggiore trasparenza e responsabilità, aumentando la pressione sulle aziende per evitare pratiche di greenwashing.
Nel febbraio 2025, con l’introduzione del Pacchetto Omnibus, la situazione è cambiata nuovamente in quanto sono state apportate modifiche significative alla CSRD per semplificare gli obblighi di rendicontazione e ridurre gli oneri amministrativi per le imprese. Tra le principali novità:
- Posticipo degli obblighi: l’applicazione degli obblighi di rendicontazione per le grandi aziende e le PMI quotate è stata rinviata al 2028, concedendo più tempo alle imprese per adeguarsi alle nuove normative.
- Innalzamento delle soglie dimensionali: le soglie per l’obbligo di rendicontazione sono state aumentate, escludendo circa l’80% delle aziende inizialmente coperte dalla CSRD.
- Semplificazione degli standard di rendicontazione (ESRS): è prevista una riduzione del numero di indicatori richiesti e una maggiore coerenza con altre normative europee, per rendere la rendicontazione più accessibile ed efficiente.
Catene del valore: Focus su “near-shoring” e “re-shoring”.
Le crescenti tensioni geopolitiche e le politiche più stringenti hanno spinto molte aziende a considerare il “near-shoring” e il “re-shoring”, cioè riportare la produzione vicino a casa. Questo non solo riduce la dipendenza da mercati esterni, ma migliora anche la gestione delle risorse e la trasparenza nelle operazioni aziendali.
Temi ambientali “tradizionali”: Ritorno a inquinamento e gestione dei rifiuti.
L’attenzione alle problematiche ambientali tradizionali, come l’inquinamento e la gestione dei rifiuti, è tornata a essere una priorità. Le aziende sono ora chiamate a prendere misure concrete per ridurre l’impatto ambientale delle loro attività e migliorare la gestione dei rifiuti, un aspetto fondamentale per la sostenibilità a lungo termine.
Net Zero: Impegni Net Zero e attenzione allo Scope 3.
L’impegno verso il Net Zero è diventato un obiettivo chiave per molte aziende, ma la vera sfida sta nel ridurre le emissioni indirette (Scope 3). Questo implica una rendicontazione più rigorosa e un impegno concreto per gestire le emissioni lungo tutta la catena del valore, con una crescente attenzione alle pratiche di trasparenza.
IA: L’IA è fondamentale per lo sviluppo dei criteri ESG, ma porta con sè sfide etiche
L’uso dell’intelligenza artificiale nelle strategie ESG sta crescendo, ma solleva anche preoccupazioni etiche legate alla privacy, alla trasparenza e all’uso responsabile dei dati. Le aziende devono affrontare il delicato equilibrio tra sfruttare l’IA per migliorare la sostenibilità e gestire i rischi legati a queste tecnologie emergenti.
Antitrust e commercio: ESG interseca le politiche commerciali.
Le politiche ESG non si limitano solo alla sostenibilità ambientale, ma si intrecciano anche con le leggi antitrust e le politiche commerciali. Le aziende devono fare attenzione all’intersezione di questi temi, considerando non solo la giustizia sociale ma anche l’impatto ambientale nelle loro strategie commerciali e nei loro modelli di business.
Contenzioso: Aumento del rischio legale per greenwashing e discriminazione.
Con l’aumento della vigilanza da parte degli investitori e dei consumatori, cresce anche il rischio legale legato a pratiche di greenwashing e discriminazione sul posto di lavoro. Le aziende che non riescono a mantenere le loro promesse ESG rischiano sanzioni legali e danni alla loro reputazione.
Biodiversità: Integrazione della natura nelle strategie aziendali.
La biodiversità sta acquisendo sempre più importanza nelle strategie aziendali, con le imprese che cercano di integrare il capitale naturale nelle loro operazioni. Le aziende devono gestire in modo responsabile le risorse naturali e affrontare la sfida di proteggere la biodiversità come parte integrante della loro strategia di sostenibilità a lungo termine.