Banca d’Italia ha pubblicato la quarta edizione del “Rapporto annuale sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici”, offrendo uno spaccato dei progressi compiuti nell’adozione di strategie finanziarie allineate ai criteri ESG. Nel documento emergono risultati di rilievo, che riflettono un’evoluzione sia nella composizione dei portafogli che nella gestione dei rischi climatici.
Secondo il rapporto, il valore complessivo dei portafogli gestiti ha raggiunto i 190,3 miliardi di euro nel 2024, segnando un incremento significativo rispetto al 2023. Parte di questo progresso è attribuibile alla crescente quota di titoli di Stato verdi, che si aggiungono a una strategia di investimento mirata ad abbassare l’intensità carbonica degli asset gestiti. In termini di emissioni, l’indicatore WACI – che misura la quantità media di CO2 emessa per milione di euro di fatturato – ha registrato un calo del 59% per le azioni e del 58% per le obbligazioni societarie in portafoglio.
A guidare questi risultati sono state scelte operative ben definite: la selezione “best in class” di titoli con alti standard ESG e investimenti tematici orientati all’energia pulita, all’efficienza e alla mobilità sostenibile. Uno dei punti chiave del rapporto è l’introduzione di nuovi strumenti di valutazione, tra cui le emissioni Scope 3 (indirette, lungo la catena del valore) e una maggiore attenzione alle obbligazioni sostenibili, aspetti centrali per garantire trasparenza e misurabilità nei processi di investimento.
Rilevante anche l’attenzione posta su progetti infrastrutturali e iniziative a supporto delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di mobilitare capitali per settori strategici nella transizione ecologica. Il rapporto sottolinea come tali interventi mirino non solo ad allinearsi ai criteri ambientali, ma anche a stimolare un modello economico più resiliente e inclusivo.
Pur tracciando un quadro positivo sui progressi compiuti, il documento lascia spazio a riflessioni sulle sfide ancora aperte. La necessità di parametri affidabili, che offrano una lettura chiara e credibile dei risultati raggiunti, emerge come prioritaria in un contesto in cui i mercati e le istituzioni sono sempre più sotto la lente dei cittadini