Il 25 aprile 2025, l’EFRAG ha consegnato alla Commissione Europea il piano operativo per la revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), in risposta al mandato ricevuto a fine marzo. L’obiettivo è alleggerire il carico informativo per le imprese, semplificando l’architettura degli standard senza intaccarne la solidità metodologica. Un passaggio cruciale, soprattutto alla luce dell’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che estende a migliaia di imprese europee l’obbligo di reporting ESG.
La proposta prevede, tra le altre cose, la riduzione dei datapoint obbligatori, una maggiore enfasi su indicatori quantitativi e un chiarimento sostanziale sul principio di materialità, per evitare che le imprese siano costrette a rendicontare informazioni non rilevanti. La revisione mira anche a distinguere in modo netto tra disclosure obbligatorie e volontarie, migliorando l’accessibilità e l’efficacia comunicativa degli standard.
Il processo avrà tempi rapidi: entro luglio saranno pronte le bozze, seguite da una consultazione pubblica tra agosto e settembre. Il parere tecnico finale sarà consegnato alla Commissione entro il 31 ottobre 2025. Un calendario stretto, ma strategico, in un momento in cui la qualità del reporting ESG si gioca sul filo della credibilità e della funzionalità operativa.
L’iniziativa, in linea con la proposta Omnibus della Commissione Europea, rappresenta un passo concreto per evitare che la rendicontazione diventi un esercizio puramente formale. Per molte aziende, soprattutto PMI, questa semplificazione potrebbe fare la differenza tra un sistema vivo e utile e un framework percepito come distante o eccessivamente tecnico.