Si è conclusa a Nizza la Terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani, dove sessanta leader mondiali si sono confrontati sui temi della salvaguardia marina e del cambiamento climatico. Tra i risultati principali spicca il consolidamento del Trattato sull’Alto Mare, firmato da numerosi Paesi ma ancora in attesa delle ratifiche necessarie per entrare in vigore. Questo accordo punta a creare aree marine protette nelle acque internazionali e introdurre misure per contrastare pesca eccessiva e deep sea mining.
L’Unione Europea ha confermato il proprio impegno con uno stanziamento di 40 milioni di euro per sostenere l’attuazione del Trattato e ha lanciato iniziative per rafforzare il legame tra scienza e politiche climatiche. Francia e Brasile, dal canto loro, hanno presentato la Blue NDC Challenge, un invito ad integrare gli oceani nei piani climatici nazionali, mentre il presidente Macron ha annunciato l’ampliamento delle aree marine protette francesi fino a superare i 4 milioni di chilometri quadrati.
L’inquinamento da plastica è stato un altro tema centrale, con un appello sottoscritto da oltre 90 Paesi in vista del negoziato sulle plastiche previsto per agosto in Svizzera. Sul fronte dei finanziamenti internazionali, Germania, Regno Unito e Norvegia hanno presentato nuovi impegni significativi per sostenere la biodiversità marina e combattere il degrado degli ecosistemi.
La conferenza ha ribadito l’urgenza di dare priorità alla salute degli oceani, sottolineando che gli impegni presi rappresentano un passo avanti, ma non bastano da soli. Le prossime sfide, a partire dalla COP30 a Belém, saranno cruciali per trasformare le promesse in interventi concreti che possano garantire un futuro sostenibile per gli oceani.