Biodiversità e assicurazioni: oltre un terzo del portafoglio di investimenti globale dipende dalla natura

Biodiversità e assicurazioni: oltre un terzo del portafoglio di investimenti globale dipende dalla natura

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Per il settore assicurativo europeo la dipendenza dagli ecosistemi non è un tema accessorio ma un rischio misurabile. L’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni (EIOPA) rileva che oltre il 30% delle esposizioni dirette in azioni e obbligazioni corporate dei (ri)assicuratori UE presenta una dipendenza elevata da servizi ecosistemici fondamentali, a partire dalla disponibilità di acqua, con implicazioni concrete su ricavi, costi e valutazioni degli emittenti. Il dato emerge dal Report on biodiversity risk management by insurers, pubblicato il 30 giugno 2025, che fotografa prassi di mercato, sfide di misurazione e canali di trasmissione dei rischi “nature-related” verso i bilanci assicurativi.

La posizione del supervisore è chiara: i rischi legati alla natura vanno integrati nel perimetro di Solvency II, dentro i processi già previsti di materialità, ORSA e analisi di scenario, sia sul lato investimenti sia su quello underwriting. EIOPA riconosce limiti dei dati e dell’attribuzione causale, ma invita a non rinviare la gestione: ritardare significa prezzare in modo inadeguato gli asset, sottostimare la sinistrosità attesa e stressare capitale e liquidità nel medio periodo.

Sul piano operativo la cassetta degli attrezzi è già disponibile: mappatura delle dipendenze e degli impatti a livello settoriale e geografico, geolocalizzazione dell’esposizione a servizi ecosistemici e impostazione di scenari specifici (stress idrico, perdita di impollinatori, erosione costiera) da far atterrare su pricing, riserve ed engagement con gli emittenti. Per l’impostazione metodologica, il percorso TNFD – LEAP consente di localizzare l’interfaccia con la natura, valutare dipendenze/impatti e collegare gli shock ecologici a rischi finanziari in modo coerente con le raccomandazioni di disclosure.

Il contesto di mercato rafforza l’urgenza: in Europa solo circa un quarto delle perdite da catastrofi naturali risulta assicurato e autorità europee hanno proposto schemi pubblico-privati di riassicurazione per contenere il protection gap e mantenere accessibile la copertura, in un quadro di eventi estremi più frequenti e dannosi. La perdita di biodiversità può amplificare queste vulnerabilità aumentando frequenza e severità dei danni. Per gli operatori il messaggio è pragmatico: integrare la natura nei modelli oggi significa difendere margini e solidità domani.

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