Purtroppo, la Net-Zero Banking Alliance (NZBA), la coalizione internazionale sostenuta dall’ONU che negli ultimi anni aveva guidato il settore bancario mondiale verso obiettivi di neutralità climatica, ha comunicato la cessazione immediata delle sue attività operative. La decisione è arrivata dopo il voto dei membri stessi, segnando di fatto la fine di un’esperienza ambiziosa nata nel 2021 e cresciuta velocemente da 43 banche fondatrici a oltre 140 aderenti, con asset complessivi pari a 74 trilioni di dollari.
Negli ultimi mesi, però, si erano susseguite pesanti defezioni da parte di gruppi bancari tra i più grandi al mondo: prima Goldman Sachs nel dicembre 2024, poi istituti come J.P. Morgan, Citigroup, Morgan Stanley, Bank of America, Wells Fargo, diversi gruppi canadesi, seguiti da HSBC, UBS e Barclays. Nonostante vari tentativi per evitare il collasso della coalizione—tra cui la rimozione di alcuni vincoli stringenti e l’introduzione di maggiore flessibilità nei tempi e negli obiettivi—le banche rimaste hanno deciso di procedere con una profonda ristrutturazione. La NZBA si trasformerà così in un semplice framework di linee guida, con l’obiettivo di fornire strumenti pratici per la definizione di strategie di decarbonizzazione e il supporto ai piani di transizione climatica degli istituti bancari.
Le Guidelines for Climate Target Setting for Banks rimarranno disponibili come punto di riferimento per chi vorrà sviluppare e implementare politiche di net zero. Secondo alcuni osservatori, questa svolta non rappresenta necessariamente un passo indietro verso l’azione climatica, ma piuttosto una ristrutturazione pragmatica che potrebbe allargare la partecipazione alle banche dei mercati emergenti e nei paesi in via di sviluppo, favorendo una maggiore concretezza e nuovi dialoghi con le autorità regolatorie.
La chiusura della NZBA si inserisce in un contesto di difficoltà più ampio per le alleanze finanziarie nate negli ultimi anni sotto l’ombrello della Glasgow Financial Alliance for Net Zero (GFANZ), come la Net-Zero Insurance Alliance, già sciolta, e la Net Zero Asset Managers Initiative che ha ridotto i propri obiettivi a causa di pressioni politiche e normative.
Sperando questa battuta d’arresto possa rappresentare non uno stop concreto, ma una nuova partenza per la finanza sostenibile globale, e un’occasione per riformulare strategie condivise e ancora più efficaci per la transizione climatica.